lunedì 5 novembre 2007

Considerazioni sparse

Lucca Comics 2007 si è chiusa.
A parte il fatto che non ho fatto che correre in giro, senza riuscire quindi a incontrare gran parte della gente che volevo salutare, mi è rimasta una bella impressione di questa avventura.
A livello organizzativo ho trovato persone gentilissime (le ragazze dell'Area Pro, che dovevano gestire moltissime persone, su tutti), la città sembrava in festa, complici le bellissime giornate, ma anche un clima che stranamente non ho trovato nevrotico.

Ho dato una mano a Salvatore Taormina a gestire gli incontri con gli editor di Cronaca di Topolinia, trovandomi davanti molti disegnatori bravi e motivati, gran parte in uscita dalle scuole di comics: quasi tutti hanno già trovato qualche piccolo sbocco con editori minori, ma sono venuti a proporre lavori anche dei fumettisti più affermati oltralpe, solo per avere l'opportunità di disegnare in un modo a loro più consono.
Ho avuto modo di notare che ci sono diversi disegnatori che decidono di lasciare nel cassetto il proprio stile per riuscire a pubblicare, e altri che uno stile non lo hanno proprio individuato, perché hanno sempre dovuto seguire model di altri.

Io ho avuto a che fare con esigenze simili: editori che richiedono inquadrature più semplici o una linea più pulita.
Capisco benissimo la necessità di rendere un prodotto estremamente leggibile quando si tratta di fumetto popolare, ma sono convinta che un disegnatore lasciato libero di esprimersi renda meglio di uno imbrigliato.

6 commenti:

fran- ha detto...

come non darti ragione... senza contare il fatto che uniformando così tanto gli stili invece di arricchire il medium fumetto lo si rende asfittico. purtroppo - e non solo nel fumetto - si tende sempre più a realizzare cose "a prova di stupido", in cui tutto deve essere estremamente chiaro ed esplicito. personalmente, preferisco leggere cose che mi stupiscano a cose rassicuranti che non escono dal seminato per paura di spiazzare troppo. e proprio di recente ho avuto modo di constatare personalmente che disegnatori lasciati liberi di esprimersi come vogliono realizzano lavori migliori, ma proprio di tanto. senza perdere in leggibilità e senza darsi a grafismi troppo estremi. restando, come dicevo prima, "a prova di stupido". ma facendo in modo che, almeno, quello stupido di cui sopra veda qualcosa di diverso dal solito.
e con questo ne approfitto per complimentarmi pubblicamente per le splendide tavole che hai realizzato "senza imposizioni";-)

Michela Da Sacco ha detto...

Grazie fran-!
Uniformare gli stili impedisce al lettore di sviluppare al meglio i propri gusti,e al disegnatore di divertirsi ad interpretare.
Maisha è un esempio di fumetto popolare diventato mezzo di espressione più personale senza perdere facilità di lettura.^_^

Quello che mi piacerebbe fare prossimamente è riuscire a disegnare una storia solo a matita!
^___^

M.A.S.S. ha detto...

Ciao Michela,

io sono uno degli aspiranti che hanno fatto il colloquio con te nell'area pro a Lucca (quello che lavora per Cut-Up nel nuovo fumetto Madadh). Mi avevi detto di passare allo stand per presentarmi all'editore di Cronaca sabato mattina (probabilmrnte non ti ricorderai), ma poi non ti ho più visto lì allo stand.

Volevo chiederti un contatto mail a cui mandarti il portfolio che ti avevo consegnato e al quale sembravi interessata. In ogni caso ti lascio il mio nome: Alberto Massaggia, così se sfogli tra le cose di Lucca mi trovi ;) e anche l'indirizzo del mio Blog: http://forteechiaro.wordpress.com in cui troverai certe cose presenti
anche nel portfolio.

Spero di risentirti in qualche modo, in ogni caso continuerò a seguire il tuo succoso blog ;)

Ciao e grazie!

Michela Da Sacco ha detto...

Ciao Alberto, il mio indirizzo è
micheladasacco@edenstudio.it, mandami pure il tuo materiale!
Lucca è stata caotica e purtroppo non sei stato l'unico che non sono riuscita a incontrare allo stand.
Ma tanto ho tutti i vostri indirizzi ;-)

-logan- ha detto...

quest'ultima sembra quasi una minaccia... :D

Michela Da Sacco ha detto...

DEVE sembrare tale. ^__-