lunedì 4 agosto 2008

Fumettisti del mio Stivale

Ultimamente mi è capitato di rinfrescarmi la memoria sulla considerazione che molte persone hanno della figura del Fumettista.
Nell'ambiente del fumetto diamo ormai per scontati i termini che definiscono i nostri ruoli:
sceneggiatore, quello che scrive la storia,
soggettista è quello che tira fuori l'idea,
poi disegnatore, matitista, inchiostratore, letterista (o letterinista), grafico, tipografo....

Ma sono termini tecnici che perlopiù dicono poco al Profano, convinto che lo sceneggiatore si "quello che scrive dentro le nuvolette".
Che ok, in un certo senso è anche vero.. ma non solo, e detto così semplifica troppo.

Data la fatica che ho fatto per riuscire a fare della mia passione per il disegno un lavoro vero e proprio, a volte mi dà ancora fastidio dover spiegare in che cosa consiste quello che faccio e quanto tempo impiego nel farlo.
E per fortuna non faccio la sceneggiatrice!!

Come se non bastasse, si aggiunge la scarsa considerazione che *alcuni* editori nutrono per il Lavoro del Fumettista... tanto c'è un mucchio di gente in lista d'attesa, se non lo fai tu lo farà lui, e via così.
La qualità? questi *alcuni* sembrano non prenderla in considerazione e chi lo fa è sicuro di poterti convincere che non ti paga perché vuole proprio la Qualità.
E la diffusione? un giorno ci sarà.


Eppure Fare Fumetto è ancora un Mestiere, ottimo se c'è la passione di impegnarsi, di provare, di imparare ancora e la voglia di mettersi in gioco... ma non può esserci solo quello se hai più di 30 anni, magari una famiglia e lavori disegnando da più di 5 anni.

10 commenti:

Manuela Soriani ha detto...

Beh... quanto hai ragione!
Mi unisco alla sfogo.

Quanto è difficile dover sempre lottare per portasi a casa uno stipendio appena sufficiente per coprire l'affitto e le bollette...

E la famiglia?
Lavoriamo minimo 10 ore al giorno, ignoriamo le vacanze per anni, mentre i nostri cari ci guardano come per dire: mane vale davvero la pena?
Io costringo il mio ragazzo a mangiare quasi alle 10 di sera, tutti i giorni.

Io non riesco a sposarmi perchè non riesco a mettere da parte i soldi necessari per il rito.
"Sposati con modestia", possono dire in tanti..
Ma perchè?
In fondo mi faccio il c**o dal lunedì alla domenica, perchè devo fare tutto con modestia?
Perchè devo accontentarmi di fare spesa alla coop soltanto nella prima parte del mese?
E, nella seconda, farla ai discount per la paura di non riuscire a mettere via qualcosa nel caso ci fosse un imprevisto?

Ma che vita è questa?

Io non pretendo di diventare ricca, ma almeno lasciatemi la possibilità di condurre una vita dignitosa.

Per non parlare di quando la promessa della pubblicazione sembra la nuova Eldorado...
Vogliono progetti belli, lucidati fino al dettaglio per uno stipendio meno che misero.
Sfruttamento ed umiliazione di capacità artistica.

Esiste un reato con questo nome?
Se no, dovrebbe.

Scusate lo sfogo personale.

Naturalmente è la legge del mercato.
Io mi ritengo già molto fortuna per essere arrivata dove sono arrivata in così pochi anni (sono giovane, non tocco ancora i 30 anni e pubblico su una testata nazionale).

Ci sono persone straordinarie che mi hanno sostenuta e mi hanno fatto maturare, tavola dopo tavola, consiglio dopo consiglio.
Non ci saranno mai abbastanza ringraziamenti per queste persone...
Ma non sono stati regali, quello che ho ottenuto me lo sono guadagnato.
Con fatica e sacrificio.

Francesca Da Sacco ha detto...

Chi tra gli sceneggiatori non si è mai sentito domandare "Ma cos'è esattamente la SCENOGRAFIA?"
(intentendo sceneggiatura!!)

Oppure: "ma cosa fai esattamente?"

Come se scrivere "la storia" fosse una cosa quasi inutile. La storia non va scritta ma disegnata.

No?

°__°

maurizio battista ha detto...

Care esplosioni di ottimismo,
che razza di discorsi sono questi?
Bisogna ammettere che la situazione non è facile. Ma questo non è un un motivo sufficiente per abbattersi.

In Italia stiamo attraversando un crisi economica senza precedenti. E il fumetto, un media da sempre povero, sta pagando un prezzo decisamente alto in termini di spese produttive, copie vendute e ricavi.
A questo bisognerebbe anche aggiungere un calo delle vendite su cui non mi dilungo.
La stessa Bonelli, l'unica oasi italiana per numero di lettori e compensi, ha qualche difficoltà.
Un quadretto decisamente desolante, ma che non costituisce una partita persa in partenza.
Volendo schematizzare.

1) Non esiste solo il nostro paese. Voi avete la fortuna di vivere nell'era digitale. Stando a casa potete collaborare con mezzo mondo tramite uno scanner e un computer. Ho un amico (Francesco) che in Italia trovava solo porte chiuse. Poi dopo aver cominciato a collaborare con gli States, si sta togliendo soddisfazioni a raffica. Proprio in questi giorni ha chiuso un accordo con un grosso editore di cui non posso ancora fare il nome. E vi assicuro che nonostante il dollaro sia meno forte dell'euro, da quelle parti pagano decisamente meglio. Inoltre siete o non siete un team? Potreste proporvi in modo da solleticare la gola dell'editore di turno con una bella "pappa pronta".

2) Dovete promuovervi al massimo. Purtroppo, nonostante il talento, oggi se non sgomiti resti dietro. Troppa concorrenza, troppa fame, troppi editori scorretti che stanno approfittando della situazione pagando al ribasso. Per cui dovete valorizzare al meglio quello che avete. E considerando che quello che avete non è poco, c'è parecchio materiale da promuovere. Anche a costo di tirarsela, anche a costo di far cadere le cose dall'alto.

3) Non perdere per mai la motivazione. Quando il buzzurro di turno vi chiede cosa fate senza capire la risposta, colpite duro. Niente tentennamenti o modestia. Dovete alzare il mento e in modo molto aristocratico parlare della vostra aVte sequenziale (con la erre moscia). Il buzzurro deve passare per quello che ad una cena elegante non coglie le dotte citazioni dei commensali. La colpa non è di chi non viene capito, è lui che essendo ignorante non capisce una mazza. Quindi è lui che alla fine della serata, deve andare a casa con l'umore sotto i piedi e tanta voglia di aprire un dizionario. Inoltre, mai perdere fiducia nei propri mezzi: si rischia di precipitare in avvitamento. Più dura è la partita, meglio dovete giocare.

4) Se qualcuno osa mancarvi di rispetto, chiamatemi. Porto con me il vecchio martello che mio nonno usava per fare il fabbro. Roba che nemmeno Thor ha visto mai. >__<

Michela Da Sacco ha detto...

Tranquillo Maurizio, non siamo certo abbattute e soprattutto il mio discorso è un po' generale.
E' capitato a me, ma anche ad alcuni colleghi che ormai credevo ben inviati, e ci sono rimasta male.
Perché un editore ha tutti i diritti di offrire il compenso che vuole a chi lavora per lui, ma quando questo compenso diventa la paghetta da lavoro estivo, chi si pensava professionista si sente un poco preso in giro.

Comunque hai ragione, l'Italia è solo una di tante possibilità, ho visto come lavora il tuo amico Francesco:chi non si troverebbe bene a disegnare Zorro per la Dynamite ? ;-)))

Infine: noi perdere la motivazione? Ma non è possibile!!!
^___^

Anonimo ha detto...

Mamma mia, se gli autori affermati dicon questo noi che dobbiamo ancora iniziare che possiamo pensare?!
-SIGH-

MarcoS. ha detto...

mi confermi una paura che ho. E' brutta l'idea di farsi il mazzo e pensare che alla fine si tira a campare.

Michela Da Sacco ha detto...

@ Giulia e @ Marco: la Via del Fumetto è dura e si fatica ad arrivare, ci vuole amor proprio e passione.
Non bisogna abbassarsi ad accettare QUALSIASI cosa e QUALSIASI genere di pubblicazione, ma non bisogna neanche rendersi troppo preziosi e far SOLO lavori pagati bene.
Bisogna scender a compromessi e anche darsi da fare per ottenere il giusto rispetto.

E comunque ci sono ottimi editori che danno belle possibilità anche ad esordienti. :-)

Anonimo ha detto...

ehehe speriamo:)
Non demordo e provo sempre, fin ora pero' non pensavo di essere abbastanza brava da meritare la pubblicazione, ora chi puo' dirlo ci provo e si vedra':)

Chissa' se ti ricordi di me, un po di tempo fa ti rompevo le scatole tramite mail, ci aveva presentate al Lucca comics Diego(che fa GRv con me)(lo ringraziero'sempre per questo:)))))

Michela Da Sacco ha detto...

@ Giulia: Mi pareva di averti già incontrata.. ^__^
(Diego.. Moretti?)

Comunque:
Non è detto che uno con poca esperienza non riesca a farsi notare e a pubblicare.

Poi, una pubblicazione può essere un fascicolo di fotocopie graffettato copia per copia o una storia in formato web da sfogliare o una pillola da rivista realizzata gratis ed essere notevole lo stesso.
La gavetta è praticamente impossibile non farla.

Però Soprattutto a Lucca Comics ci sono piccoli editori che cercano disegnatori.
L'unica è parlarsi chiaro:
(per riprendere il discorso del post) il problema non è lavorare gratis, ma NON sapere di farlo sì che lo è.

Se ti propongono una cosa è importante che la proposta non cambi senza che tu lo sappia mentre lavori per loro. ^^

Anonimo ha detto...

E hai ragione.. le brutte sorprese non piacciono a nessuno.
Perlomeno se devi lavorare gratis e' meglio saperlo prima.. quando ti capita a lavoro mezzo fatto sale quello che a Roma chiamano "il veleno"