venerdì 14 gennaio 2011

Un Lavoro che non va in Pensione

Un fumettista ha diritto alla pensione?
La mia commercialista dice di no, c'è il Diritto d'Autore a consolarci.
Mmmh... mi servono altre informazioni.
(commentate, se avete info utili)

Intanto, QUI, Mattia Bulgarelli parla dell'argomento in maniera più completa. :)

EDIT: e QUI l'argomento viene affrontato anche da Manuela Soriani. :)

Continuerò ad aggiornare in caso di novità interessanti, peccato che con tante visite nessuno abbia ancora commentato (no, Mattia non conta ^_-).

6 commenti:

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Ti ho risposto sulla questione "diritto d'autore e pensione" nel mio blog, nei commenti al post che hai linkato.

La prima cosa da capire è come le due cose sono collegate: tecnicamente, non lo sono, ma ci sono dei problemi per una situazione "di fatto" di cui parla anche la mia Dolce Metà qui:

http://manuela-soriani.blogspot.com/2011/01/una-questione-spinosa-la-pensione-inps.html

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Il punto non è se i fumettisti avranno la pensione, ma se tutti gli italiani l'avranno. Io, comunque, non ho nessun interesse ad andarci ;)

Jack ha detto...

Cara Michela, fammi una lista di famosi fumettisti in pensione. Quelli che conosco io son tutti ancora attivi, magari con le mani tremolanti, magari mezzi orbi, ma continuamante attivi.
Perchè lo fanno? Perchè non riescono a smettere, perchè non possono permettersi di non farlo, perchè non hanno una previdenza sociale a sostenerli? E se uno lo vuole come fa?
Anni fa mi informai, e la risposta fu: "devi farti un'assicurazione previdenziale privata". Non c'è niente da fare, dobbiamo essere autodidatti in tutto noi fumettisti. Sempre, resistendo il più possibile... cercando magari di non essere solo noi a commentare nei nostri blog, ahimè.
Un abbraccio.

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Il problema da un lato investe uno stato sociale zoppicante che fa distinzioni a seconda del tipo di lavoro, ma non solo sulla pensione!
Disoccupazione? Infortunistica?

Disoccupazione: perché non c'è una disoccupazione universale che copra tutti invece di sistemi quali formazione e cassa integrazione che aiuta più i dispensatori di formazione e l'industria che i disoccupati? In italia un ex dipendente per 6 mesi prende la disoccupazione e poi basta, un libero professionista è meglio che abbia fatto dei risparmi

Infortunistica: se un disegnatore scendendo dal tavolo cade e si rompe braccio/mano viene riconosciuto come infortunio sul lavoro? e se lavorava nel suo studio?

insomma il problema è particolarmente grave per voi che non avete dietro un "Ordine dei disegnatori" ricco e capace d'integrare i servizi statali ma nel complesso non è che l'ennesima riprova della distanza dello stato sociale italiano da un sistema di welfare decente.

ps: buona fortuna a tutti voi!

Vittorio Patriarca ha detto...

Io penso che sia fondamentalmente su come funziona la pensione in Italia (e in altri paesi del mondo). Premetto che non sono un esperto.
Un lavoratore dipendente prende una pensione perché il suo datore di lavoro da una parte dello stipendio lordo del lavoratore allo Stato. Un lavoratore autonomo penso che faccia lo stesso (direttamente lui). La pensione che ricevi dipende da quanto hai pagato. Il problema è quindi se tu lo puoi fare o meno (il tuo commercialista lo dovrebbe sapere immagino). Comunque penso che al limite puoi sempre fartene una privata.
Immagino che comunque se ti piace quello che fai non smetteresti mai di farlo.

Pierpaolo Putignano ha detto...

enpals.
http://www.enpals.it/
dove c'è la figura di "autore di fumetto, illustratore, disegnatore per l'animazione".
c'è da tanti anni, ma nessuno pare lo sappia.
ma non serve a nulla, gli devi versare il 9% in più di trattenute, oltre a quelle che normalmente ci sono. i contributi poi, finiscono comunque nell'inps per il discorso della gestione separata.